MILANO E L’ACQUA: il territorio e le sue trasformazioni fino al XVI secolo

Milano e l’acqua, un insolito binomio, ma la storia racconta che lo sviluppo della città è dipeso, dalle sue origini fino ai primi decenni del Novecento, da questa accoppiata vincente.

Le vie d’acqua furono per secoli una forza trainante per l’evoluzione della cittadina, sia come fonte d’irrigazione per i campi e soprattutto come via per il commercio.

Ricoprirono un ruolo a dir poco indispensabile, che si può evincere dalla politica di migliorie che portarono avanti i sovrani che si susseguirono alla reggenza della città.

I primi a percepire l’importanza dello sviluppo della rete fluviale furono gli arcivescovi, che al tempo godevano sia del potere spirituale che temporale: nel 1152, grazie alla collaborazione dell’architetto Guglielmo da Guintellino, fecero realizzare il Naviglio Grande.

Il Naviglio Grande immortalato negli anni 1960.
Il Naviglio Grande immortalato negli anni 1960.

Nei secoli furono innumerevoli le opere di miglioria: come i lavori per rendere completamente navigabile il Naviglio Grande, o le opere volute da Franscesco Sfroza per collegare le acque della Martesana (che traevano origine dall’Adda) con il Tombone di San Marco.

Disegni di Leonardi Da Vinci della conca in via San Marco.
Disegni di Leonardi Da Vinci della conca in via San Marco.

Senza dubbio il miglioramento determinante derivò dalla convocazione di Leonardo Da Vinci da parte di Ludovico il Moro, il quale studiò un sistema che permettesse di superare il dislivello, pari a 10 mt circa, tra la parte alta della città (Via San Marco) e quella bassa (la Darsena, il porto fluviale di Milano).

La complessa rete che andò via via formandosi prese il nome di Cerchia dei Navigli: furono costruiti 90 chilometri di canali navigabili, un primato che nessun’altra città riuscì mai a raggiungere.

La Cerchia dei Navigli rappresentata per la prima volta in mappa nel 1722 per ordine dell'Imperatore Carlo VI.
La Cerchia dei Navigli rappresentata per la prima volta in mappa nel 1722 per ordine dell’Imperatore Carlo VI.

Grazie al commercio fluviale e ad un’economia fiorente, Milano si ingrandì sempre di più, a tal punto che la città fu suddivisa in sestieri: essi avevano come punto centrale le porte del Broletto (l’odierna Piazza Mercanti), si aprivano in raggiere e prendevano il nome in base alla porta presente lungo le mura.

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