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Per saperne di più

Mettiamo a disposizione qui sotto una lista di link e libri che abbiamo consultato per la parte storica del blog.

Speriamo possano esservi utili!

SITOGRAFIA:

http://vecchiamilano.wordpress.com/2011/07/14/i-canali-di-milano-1-parte/
http://vecchiamilano.wordpress.com/2011/07/28/i-canali-di-milano-2-parte/
http://it.wikipedia.org/wiki/Progetto_Porta_Nuova
http://www.riaprireinavigli.it/galleries-milano-naviglio-di-san-marco-foto-storiche-23.html#ad-image-0
http://www.icrobertofranceschi.it/res/site33724/res395974_melchiorre-gioia-copertura.jpg
http://www.sempreinbici.com/adda-nord/travel/tombone_san_marco1.shtml
http://www.lagiraffaazzurra.it/scheda.asp?id=22&Titolo=Cos%92%E8%20il%20tombone%20di%20san%20Marco
http://www.miol.it/stagniweb/foto6.asp?File=mappe860
http://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/LMD80-00285/
http://www.nuok.it/milan/alla-ricerca-dei-navigli-scomparsi-di-milano/
http://milano.mentelocale.it/51118-milano-isola-porta-nuova-alla-scoperta-quartiere-mutamento/
http://people.globalist.it/Detail_News_Display?ID=58173
http://it.wikipedia.org/wiki/Porta_Nuova_(Milano)
http://it.wikipedia.org/wiki/Storia_di_Milano
http://www.visiteguidatemilano.com/museo-navigli-milano-visita-guidata/
http://www.lombardiabeniculturali.it/percorsi/memorie-milano/1/
http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/14_novembre_19/bosco-verticale-vince-premio-come-edifico-alto-piu-bello-mondo-444160f0-6ff6-11e4-921c-2aaad98d1bf7.shtml

 BIBLIOGRAFIA:

  • Roberta Cordani, I Navigli, da Milano lungo i canali, Edizioni Celip.
  • Enciclopedia di Milano, Franco Maria Ricci Editore.
  • Bruno Pellegrino, Così era Milano – Porta Nuova, Edizioni Meneghine.
  • Francesco Cusani, Storia di Milano: dall’origine ai nostri giorni: e cenni storico-statistici sulle città e province lombarde.
  • Edo Bricchetti, Il patrimonio dell’Adda di Leonardo, per una civiltà delle acque, (edito dal Comitato per il restauro delle chiuse dell’Adda).
  • Roberta Cordani, Milano, il volto di una città perduta, Edizioni Celip.

FESTA IN PIAZZA GAE AULENTI

Che bella Milano… Più la esploriamo e la capiamo, e più ci piace!

Il suggestivo paesaggio di Piazza Gae Aulenti by night.
Il suggestivo paesaggio di Piazza Gae Aulenti by night.

Erano le 22 circa quando ci siamo recati in Piazza Gae Aulenti per la nostra osservazione notturna, e ci siamo rifatti gli occhi. A quest’ora è apparso chiaro quale fosse l’idea dietro il progetto Porta Nuova: la piazza si distacca dalla zona che la circonda, sia dal punto di vista architettonico che dall’atmosfera, si ha la sensazione di essere in una qualunque grande città internazionale – dalla City di Londra allo Skyline di Doha, alla West Streat di New York.

Un gruppo di giovani che si divertono in Piazza.
Un gruppo di giovani che si divertono in Piazza.

Detto questo, però, Piazza Gae Aulenti non offre niente di notte; ecco, quindi, che viene sfruttata da qualche “giovane” per fare bravate notturne quali sbronzarsi, quasi a ricreare lo stile di vita caratteristico delle Colonne di San Lorenzo – in scala molto minore. Infatti, nonostante la quantità di gente sia più o meno uguale al giorno, l’età media si abbassa.

I bizzarri turisti asiatici accompagnati dal loro fotografo.
I bizzarri turisti asiatici accompagnati dal loro fotografo.

Ciò che ci è parso particolare è la sensazione che i frequentatori della zona non vadano lì con lo scopo di fare qualcosa (come mangiare, bere o fare compere), bensì solo per osservare il paesaggio: il centro del commercio si trasforma in attrazione turistica (ci siamo imbattuti in bizzarri personaggi asiatici che hanno fatto selfie in ogni angolo della piazza). Questo forse anche per la suggestività creata dai fari, dalla fontana luminosa e dai giochi d’acqua.

In conclusione, Piazza Gae Aulenti si differenzia tanto dalle altre zone di Porta Nuova: è un segno evidente di modernizzazione e globalizzazione della città di Milano. Una nuova frontiera.
Allo stesso tempo sembra un upgrade della zona industriale che occupava lo stesso territorio in precedenza: la periferia industriale diventa centro degli affari.

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IL MIO NOME È AULENTI, GAE AULENTI

Ri-ciao milanesi imbruttiti e popolo di internet!

La strada che porta in Pazza Gae Aulenti.
La strada che porta in Pazza Gae Aulenti.

Questa volta vi racconto di Piazza Gae Aulenti. Abbiamo iniziato l’osservazione sempre intorno alle 11 del mattino: con Corso Como alle spalle, ecco ergersi davanti a noi il maestoso palazzo UniCredit. Nel tratto di strada che porta alla piazza, mediamente trafficato da pedoni, ci accompagnavano pochi negozi di marche esclusive (tra cui non passa certo inosservato quello di Louboutin Uomo :Q__).

Le "trombette".
Le “trombette”.

Poi, oltrepassato il cerchio di trombette che collegano i diversi piani della piazza, eccola: Gae Aulenti. Uno spettacolo di modernità e re-invenzione. Tutto si sviluppa attorno alla piazza, il cui cuore è una fontana futuristica… chi, per sua sfortuna, dovesse finirci dentro si sentirebbe Gesù (il livello dell’acqua è rasoterra).

Anche qui ci sono negozi, ma di marche più commerciali; inoltre, si trovano un piccolo ristorante all’interno della Feltrinelli, e un chiosco. I piani superiori, invece, sono uffici e c’è anche una palestra. È presente persino un’Esselunga, comoda per chi è di passaggio e per chi lavora tutto il giorno.

Piazza Gae Aulenti.
La fontana di Piazza Gae Aulenti.

La zona a quest’ora, infatti, è frequentata principalmente da uomini e donne in giacca e cravatta, un po’ alla James Bond: sono quasi tutti lavoratori in pausa pranzo o in riunione che, tra una sigaretta e l’altra, parlano con i loro colleghi in termini tecnici e spesso in inglese. Lo uno spettro demografico va dai 30 ai 60 anni (con qualche eccezione). La nostra sensazione è che il tipo di persone e l’atmosfera cambino radicalmente rispetto a quelle che popolano la stazione di Garibaldi, Corso Garibaldi e Como, per il diverso contesto che attrae undiverso ceto sociale

È da sottolineare che c’è movimento, non è un’area statica. Questo anche per il posizionamento strategico di fronte alla stazione di Porta Garibaldi. Allo sesso tempo, non è frequentatissima e non è ancora un quartiere popolare.

Piazza Gae Aulenti.
Piazza Gae Aulenti.

 

UNA CORSA LUNGO CORSO COMO

Di nuovo ciao.

Questa sera vi riportiamo tra i ristoranti e le discoteche di Corso Como
La sera il quartiere cambia faccia: si anima di gente amante della movida milanese. I bar e i ristoranti si trasformano in locali perfetti in cui godersi un aperitivo e caricarsi per la serata che proseguirà.

Corso como popolata da giovani ragazzi che aspettano di entrare nelle discoteche.
Corso como popolata da giovani ragazzi che aspettano di entrare nelle discoteche.

Corso Como è il luogo ideale per chi ama la vita notturna, pieno di locali e discoteche in cui proseguire il divertimento fino alle prime luci del mattino.

Come di giorno, è una zona prettamente frequentata da persone abbienti (o che desiderano apparire tali) , quasi esclusivamente vestite come la moda del momento comanda. Anche il costo dell’entrata in discoteca è più elevato rispetto ad alcune discoteche di provincia o comunque più economiche. E come di giorno, il tempo sembra traslato: alle 10 si inizia a fare aperitivo!

Una delle caratteristiche che fa apparire corso Como una delle zone più frequentate è il fatto che i ragazzi si ritrovino in gruppo a bere e scambiare quattro chiacchiere all’esterno dei locali (molto piccoli e poco spaziosi).

La via, nonostante sia molto corta, è più frequentata rispetto a Corso Garibaldi. C’è continuo movimento: gente che arriva e gente che se ne va. La maggior parte dei negozi sono aperti, soprattutto i ristoranti con i loro adescatori di clienti appollaiati alle entrate.

Insieme al numero di persone, aumenta il numero di mendicanti e di venditori ambulanti.

Sulla sinistra un "adescatore" che cerca di attirare vittime innocenti nel locale.  Sulla destra un venditore abulante.
Sulla sinistra un “adescatore” che cerca di attirare vittime innocenti nel locale.
Sulla destra un venditore abulante.

LO STRANO (PER)CORSO…COMO!

Buongiorno a tutti!

Un negozio.
Un negozio.

Nonostante sia la tarda mattinata di un martedì piovoso,lo sfarzo e l’ostentazione presenti in corso Como non passano inosservati. La vita in questa zona sembra traslata di ore. Fattorini che scaricano alle 10.30, negozi che aprono alle 11. A primo impatto sembra una zona prettamente commerciale, caratterizzata dalla presenza di molti bar e ristoranti.

Uno dei diversi camioncini che scaricavano materiale .
Uno dei diversi camioncini che scaricavano materiale .

La gente è poca, probabilmente per via dell’orario lavorativo, ma si possono tranquillamente notare auto e motocicli che denotano un tenore di vita elevato della gente che frequenta il luogo.
Verso le 13.30 il corso si anima di persone che, sedute ai tavolini che riempiono la strada, si godono una meritata (a volte fugace) pausa pranzo.
In questa zona è una certezza imbattersi in qualche personaggio dello showbisness, intento ad osservare le vetrine di prestigiose boutique o a concedersi un momento di svago e relax dopo un allenamento in Virgin, frequentata da moltissimi vip. Infatti, lo stile di vita tipico di Corso Como e il processo di gentrificazione sono identificabili anche grazie alla presenza della VirginActive: palestra esclusiva frequentata da personaggi famosi, con una zona dedicata al benessere e all’estetica. Nonostante VirginActive sia una catena, quella di questa via ha costi più elevati delle altre!

L'interno di una corte in Corso Como. La foto non rende, ma dal vivo la bellezza della facciata era in netto contrasto con questo cortile decadente.
L’interno di una corte in Corso Como. La foto non rende, ma dal vivo la bellezza della facciata era in netto contrasto con questo cortile decadente.

Una cosa che ci ha colpiti, è che osservando le facciate esterne dei palazzi di Corso Como ci si aspetta un stile di vita di un certo livello, completamente opposto allo stato dell’interno degli edifici. Questo crea la sensazione che la bellezza e la sofisticatezza della zona sia solo apparente, come se contasse di più la zona in cui si vive che la qualità reale.

GARIBALDI CHE COMANDA

E rieccoci a canticchiare la canzone di Garibaldi! Questa volta però abbiamo intonato un’altra parte perché Corso Garibaldi di sera è una delle zone che più comandano la movida milanese.

Purtroppo, abbiamo scelto uno dei tanti venerdì di sciopero, quindi la nostra osservazione è stata influenzata da questo.

Corso Garibaldi è più popolato la sera rispetto al mattino.
Corso Garibaldi è più popolato la sera rispetto al mattino.

Possiamo comunque dire che il numero di persone aumenta visibilmente. La media dell’età si abbassa rispetto alla mattina, ora si va dai 35 ai 50 anni circa, con coppie adulte e famiglie che nonostante la vita di coppia non rinunciano alla vita notturna.

Anche di sera nel tratto finale, Corso Garibaldi ha un'età media inferiore e un maggior numero di frequentatori.
Anche di sera nel tratto finale, Corso Garibaldi ha un’età media inferiore e un maggior numero di frequentatori.

Anche la sera, come di giorno, più ci si avvicina a Corso Como e più la vita aumenta. E come succede a Brera, compaiono diversi venditori ambulanti con articoli bizzarri e talvolta inutili. Ci siamo addirittura imbattuti in Andrea Pucci (un comico di Colorado, per chi non lo conoscesse).

Inoltre, riprendendo quanto accennato nel post precedente riguardo ai negozi, nonostante ci troviamo in un’epoca in cui i piccoli brand sono spesso soppressi dai grandi nomi dell’industria moderna, in Corso Garibaldi è evidente la voglia di continuare a essere un punto di riferimento della zona. Un esempio che ci è capitato di vedere è un temporary shop della Lindt accanto a una cioccolateria artigianale (prestigiosa ma di nicchia) che difendeva la propria causa esponendo frasi ironiche quali “la qualità non è temporary” (a mio parere geniale!).

Il temporary shop Lindt affianco a Guido Gobino.
Il temporary shop Lindt affianco a Guido Gobino.
La risposta di Gobino alla Lindt.
La risposta di Gobino alla Lindt.

Nell’ultimo tragitto è d’impatto la presenza di Eataly e delle colonne di Porta Nuova, in netta contrapposizione tra loro. La vita tradizionale di Milano visibile per tutto il Corso si fonde ufficialmente con l’avanguardia e la novità di Piazza Gae Aulenti e dintorni, quasi a simboleggiare l’armonia tra passato e futuro che Porta Nuova vuole significare. Un chiaro segno di gentrificazione.