LO STRANO (PER)CORSO…COMO!

Buongiorno a tutti!

Un negozio.
Un negozio.

Nonostante sia la tarda mattinata di un martedì piovoso,lo sfarzo e l’ostentazione presenti in corso Como non passano inosservati. La vita in questa zona sembra traslata di ore. Fattorini che scaricano alle 10.30, negozi che aprono alle 11. A primo impatto sembra una zona prettamente commerciale, caratterizzata dalla presenza di molti bar e ristoranti.

Uno dei diversi camioncini che scaricavano materiale .
Uno dei diversi camioncini che scaricavano materiale .

La gente è poca, probabilmente per via dell’orario lavorativo, ma si possono tranquillamente notare auto e motocicli che denotano un tenore di vita elevato della gente che frequenta il luogo.
Verso le 13.30 il corso si anima di persone che, sedute ai tavolini che riempiono la strada, si godono una meritata (a volte fugace) pausa pranzo.
In questa zona è una certezza imbattersi in qualche personaggio dello showbisness, intento ad osservare le vetrine di prestigiose boutique o a concedersi un momento di svago e relax dopo un allenamento in Virgin, frequentata da moltissimi vip. Infatti, lo stile di vita tipico di Corso Como e il processo di gentrificazione sono identificabili anche grazie alla presenza della VirginActive: palestra esclusiva frequentata da personaggi famosi, con una zona dedicata al benessere e all’estetica. Nonostante VirginActive sia una catena, quella di questa via ha costi più elevati delle altre!

L'interno di una corte in Corso Como. La foto non rende, ma dal vivo la bellezza della facciata era in netto contrasto con questo cortile decadente.
L’interno di una corte in Corso Como. La foto non rende, ma dal vivo la bellezza della facciata era in netto contrasto con questo cortile decadente.

Una cosa che ci ha colpiti, è che osservando le facciate esterne dei palazzi di Corso Como ci si aspetta un stile di vita di un certo livello, completamente opposto allo stato dell’interno degli edifici. Questo crea la sensazione che la bellezza e la sofisticatezza della zona sia solo apparente, come se contasse di più la zona in cui si vive che la qualità reale.

GARIBALDI CHE COMANDA

E rieccoci a canticchiare la canzone di Garibaldi! Questa volta però abbiamo intonato un’altra parte perché Corso Garibaldi di sera è una delle zone che più comandano la movida milanese.

Purtroppo, abbiamo scelto uno dei tanti venerdì di sciopero, quindi la nostra osservazione è stata influenzata da questo.

Corso Garibaldi è più popolato la sera rispetto al mattino.
Corso Garibaldi è più popolato la sera rispetto al mattino.

Possiamo comunque dire che il numero di persone aumenta visibilmente. La media dell’età si abbassa rispetto alla mattina, ora si va dai 35 ai 50 anni circa, con coppie adulte e famiglie che nonostante la vita di coppia non rinunciano alla vita notturna.

Anche di sera nel tratto finale, Corso Garibaldi ha un'età media inferiore e un maggior numero di frequentatori.
Anche di sera nel tratto finale, Corso Garibaldi ha un’età media inferiore e un maggior numero di frequentatori.

Anche la sera, come di giorno, più ci si avvicina a Corso Como e più la vita aumenta. E come succede a Brera, compaiono diversi venditori ambulanti con articoli bizzarri e talvolta inutili. Ci siamo addirittura imbattuti in Andrea Pucci (un comico di Colorado, per chi non lo conoscesse).

Inoltre, riprendendo quanto accennato nel post precedente riguardo ai negozi, nonostante ci troviamo in un’epoca in cui i piccoli brand sono spesso soppressi dai grandi nomi dell’industria moderna, in Corso Garibaldi è evidente la voglia di continuare a essere un punto di riferimento della zona. Un esempio che ci è capitato di vedere è un temporary shop della Lindt accanto a una cioccolateria artigianale (prestigiosa ma di nicchia) che difendeva la propria causa esponendo frasi ironiche quali “la qualità non è temporary” (a mio parere geniale!).

Il temporary shop Lindt affianco a Guido Gobino.
Il temporary shop Lindt affianco a Guido Gobino.
La risposta di Gobino alla Lindt.
La risposta di Gobino alla Lindt.

Nell’ultimo tragitto è d’impatto la presenza di Eataly e delle colonne di Porta Nuova, in netta contrapposizione tra loro. La vita tradizionale di Milano visibile per tutto il Corso si fonde ufficialmente con l’avanguardia e la novità di Piazza Gae Aulenti e dintorni, quasi a simboleggiare l’armonia tra passato e futuro che Porta Nuova vuole significare. Un chiaro segno di gentrificazione.

E LA LUNA BUSSÒ ALLE PORTE DI BRERA

Ciao 🙂

È giunta mezzanotte, si spengono i rumori, si spegne anche l’insegna di quell’ultimo caffè… così cantava Modugno nel lontano 1955, e sicuramente non parlava della zona di Brera!

Brera by night.
Brera by night.

Come l’altro giorno, abbiamo passeggiato per il quartiere, ma questa volta intorno alle 19, notando che la situazione notturna non è poi tanto diversa da quella diurna: le strade sono mediamente frequentate da una popolazione varia – giovani e adulti percorrono le vie ciottolate ma anche quelle principali, altri si gustano un buon aperitivo nei barettini o nei ristorantini che abbondano nell’area. Piazza San Marco è una delizia alla vista: illuminata da vecchie insegne e abitata dai tavolini di un ristorante, costeggiata da una piccola stradina che nonostante le dimensioni è molto trafficata.

Camminando, salta all’occhio la presenza di venditori ambulanti – uno con insistenza ci ha quasi regalato una rosa! Durante il giorno era molto più raro incontrarli.

imagePer concludere, crediamo che il quartiere di Brera sia molto legato e influenzato dal passato. Allo stesso tempo è una zona giovane molto hipster, una boccata d’aria fresca! Il processo di gentrificazione è abbastanza visibile, sia per quanto riguarda la trasformazione architettonica (un caso clamoroso è via ___, che da un lato ha palazzi del XVI secolo, mentre dall’altro è costeggiato da abitazioni vetrate del XX secolo), ma anche dal punto di vista dei prezzi (un caffè costa 3 euro in alcuni bar!) e la differenza giorno/notte non è poi così marcata.

UNA PASSEGGIATA A BRERA

Ciao a tutti!
Oggi abbiamo fatto la nostra prima osservazione esplorando le vie della zona di Brera.

Piccolo Teatro
Il Piccolo Teatro.

Siamo partiti verso le 10 di mattina dalla fermata di Lanza e abbiamo subito iniziato a guardarci intorno: il Piccolo Teatro Strehler si ergeva imponente davanti ai nostri occhi, precedendo via Foro Bonaparte, trafficata da tram e automobili – da subito è evidente la convivenza di diversi modelli architettonici e tecnologici e la volontà milanese di modernizzarsi mantenendo le proprie tradizioni.

Scorcio di una via di Brera.
Scorcio di una via di Brera.

Abbiamo proseguito in direzione Accademia delle Belle Arti, e ciò che ci è saltato agli occhi percorrendo le vie ciottolate sono stati tutti i negozietti che le affiancavano: diversi bar frequentati da studenti ma anche da adulti e una serie di boutique che spaziavano da negozi di alimentari un po’ trasandati (che avevano l’aria di trovarsi lì da decenni), a vetrine adornate da vestiti e accessori di brand sconosciuti e indipendenti, a negozi stile mercatino dove i prodotti clue erano cianfrusaglie (braccialetti, collane, orecchini, prodotti artigianali e così via).

Il tutto era contornato da un’atmosfera molto particolare: sembrava di essere in un paesino di provincia, o addirittura in alcuni tratti a Parigi – o per lo meno la mia idea di Parigi dato che non ci sono mai stato 😛