IL MIO NOME È AULENTI, GAE AULENTI

Ri-ciao milanesi imbruttiti e popolo di internet!

La strada che porta in Pazza Gae Aulenti.
La strada che porta in Pazza Gae Aulenti.

Questa volta vi racconto di Piazza Gae Aulenti. Abbiamo iniziato l’osservazione sempre intorno alle 11 del mattino: con Corso Como alle spalle, ecco ergersi davanti a noi il maestoso palazzo UniCredit. Nel tratto di strada che porta alla piazza, mediamente trafficato da pedoni, ci accompagnavano pochi negozi di marche esclusive (tra cui non passa certo inosservato quello di Louboutin Uomo :Q__).

Le "trombette".
Le “trombette”.

Poi, oltrepassato il cerchio di trombette che collegano i diversi piani della piazza, eccola: Gae Aulenti. Uno spettacolo di modernità e re-invenzione. Tutto si sviluppa attorno alla piazza, il cui cuore è una fontana futuristica… chi, per sua sfortuna, dovesse finirci dentro si sentirebbe Gesù (il livello dell’acqua è rasoterra).

Anche qui ci sono negozi, ma di marche più commerciali; inoltre, si trovano un piccolo ristorante all’interno della Feltrinelli, e un chiosco. I piani superiori, invece, sono uffici e c’è anche una palestra. È presente persino un’Esselunga, comoda per chi è di passaggio e per chi lavora tutto il giorno.

Piazza Gae Aulenti.
La fontana di Piazza Gae Aulenti.

La zona a quest’ora, infatti, è frequentata principalmente da uomini e donne in giacca e cravatta, un po’ alla James Bond: sono quasi tutti lavoratori in pausa pranzo o in riunione che, tra una sigaretta e l’altra, parlano con i loro colleghi in termini tecnici e spesso in inglese. Lo uno spettro demografico va dai 30 ai 60 anni (con qualche eccezione). La nostra sensazione è che il tipo di persone e l’atmosfera cambino radicalmente rispetto a quelle che popolano la stazione di Garibaldi, Corso Garibaldi e Como, per il diverso contesto che attrae undiverso ceto sociale

È da sottolineare che c’è movimento, non è un’area statica. Questo anche per il posizionamento strategico di fronte alla stazione di Porta Garibaldi. Allo sesso tempo, non è frequentatissima e non è ancora un quartiere popolare.

Piazza Gae Aulenti.
Piazza Gae Aulenti.

 

LO STRANO (PER)CORSO…COMO!

Buongiorno a tutti!

Un negozio.
Un negozio.

Nonostante sia la tarda mattinata di un martedì piovoso,lo sfarzo e l’ostentazione presenti in corso Como non passano inosservati. La vita in questa zona sembra traslata di ore. Fattorini che scaricano alle 10.30, negozi che aprono alle 11. A primo impatto sembra una zona prettamente commerciale, caratterizzata dalla presenza di molti bar e ristoranti.

Uno dei diversi camioncini che scaricavano materiale .
Uno dei diversi camioncini che scaricavano materiale .

La gente è poca, probabilmente per via dell’orario lavorativo, ma si possono tranquillamente notare auto e motocicli che denotano un tenore di vita elevato della gente che frequenta il luogo.
Verso le 13.30 il corso si anima di persone che, sedute ai tavolini che riempiono la strada, si godono una meritata (a volte fugace) pausa pranzo.
In questa zona è una certezza imbattersi in qualche personaggio dello showbisness, intento ad osservare le vetrine di prestigiose boutique o a concedersi un momento di svago e relax dopo un allenamento in Virgin, frequentata da moltissimi vip. Infatti, lo stile di vita tipico di Corso Como e il processo di gentrificazione sono identificabili anche grazie alla presenza della VirginActive: palestra esclusiva frequentata da personaggi famosi, con una zona dedicata al benessere e all’estetica. Nonostante VirginActive sia una catena, quella di questa via ha costi più elevati delle altre!

L'interno di una corte in Corso Como. La foto non rende, ma dal vivo la bellezza della facciata era in netto contrasto con questo cortile decadente.
L’interno di una corte in Corso Como. La foto non rende, ma dal vivo la bellezza della facciata era in netto contrasto con questo cortile decadente.

Una cosa che ci ha colpiti, è che osservando le facciate esterne dei palazzi di Corso Como ci si aspetta un stile di vita di un certo livello, completamente opposto allo stato dell’interno degli edifici. Questo crea la sensazione che la bellezza e la sofisticatezza della zona sia solo apparente, come se contasse di più la zona in cui si vive che la qualità reale.

GARIBALDI FU FERITO

Eccoci di nuovo qua 🙂

Corso Garibaldi, quasi deserto di mattina.
Corso Garibaldi, quasi deserto di mattina.

Finito con Brera, abbiamo continuato il nostro cammino verso Piazza Gae Aulenti, passando per Corso Garibaldi.
Conoscerete tutti la canzone che faceva “Garibaldi fu ferito, fu ferito ad una gamba” (il resto lo sapete… e non negate di averla canticchiata in testa mentre leggevate): questa frase, secondo noi, descrive bene la situazione diurna di Corso Garibaldi.

La strada, infatti, ci ha lasciati un po’ perplessi questa mattina: il Corso è quasi deserto, popolato principalmente da signori anziani con badanti e mamme che fanno compere.

La maggior parte della gente lungo il Corso sono anziani.
La maggior parte della gente lungo il Corso sono anziani.

La situazione cambia verso il tratto finale della via, appena prima di Corso Como: il numero di persone aumenta e l’età media si abbassa grazie alla presenza occasionale di giovani (ma probabilmente perché questo tratto è una zona di passaggio – c’è la fermata Moscova della M2 e si trova a ridosso di un grande incrocio).

Nell'ultimo tratto di Corso Garibaldi si trovano più ragazzi.
Nell’ultimo tratto di Corso Garibaldi si trovano più ragazzi.

Detto questo, in Corso Garibaldi si notano soprattutto osterie e negozi storici indipendenti e di nicchia, in contrapposizione ai frequenti ristoranti eleganti e ai negozi mainstream.

Dal punto di vista architettonico il paesaggio è molto variegato, con segni di periodi storici differenti e adattamento sociale. Più ci si avvicina a Corso Como, infatti, più i palazzi ottocenteschi lasciano spazio a edifici del dopoguerra e iniziano a fare capolino palazzi di vetro.

Diversi stili architettonici di Corso Garibaldi.
Diversi stili architettonici di Corso Garibaldi.

A questo punto, abbiamo deciso di posticipare l’osservazione di Corso Como e Piazza Gae Aulenti, e ci siamo spostati verso le strade secondarie che sboccano su Corso Garibaldi.
Facendo una svolta di qua e un’altra di là, ci siamo ritrovati ai Bastioni di Porta Volta.

Un negozietto e un parco in una via secondaria che incrocia Corso Garibaldi.
Un negozietto e un parco in una via secondaria che incrocia Corso Garibaldi.

Ciò che abbiamo notato è che una volta abbandonata la via principale, adornata di negozi costosi e all’ultimo grido, ci si ritrova in strade silenziose tempestate di negozietti trascurati e indipendenti che danno l’impressione di essere stati catapultati in un paesino di periferia o di provincia. Una realtà inaspettata!